La fisica quantistica in un quadro

di Nancy Gentile

In g20130331-180522.jpgenere si pensa che la fisica quantistica riguardi soprattutto i fisici e gli appassionati di matematica, ma stavolta questa affascinante, e, per molti, complicata materia, ha interessato un pittore di origine veneta, Renzo Bergamo. Inoltre, un astronomo dell’osservatorio di Brera, commentando i lavori di Bergamo, ha affermato che il pittore, attraverso essi, è riuscito a comunicare una propria visione del cosmo, un’entità astratta che riguarda l’armonia dell’universo. In effetti, guardando i coloratissimi quadri del pittore, ci si accorge subito che l’armonia che sprigionano è da ricollegare alle forme e alle strutture sinuose che danno un senso di leggerezza. Due dei quadri di Bergamo che mi hanno maggiormente colpita sono Colori stellari e Due universi. Guardando il primo lavoro, forse per via dei colori caldi, mi vengono subito in mente dei ballerini danzanti su una spiaggia tropicale. Questo quadro è molto allegro e, anche se le forme non sono ben definite, l’immagine complessiva non risulta stancante e non suscita per niente un sentimento di confusione. Ed è proprio questo sentimento che, a volte, allontana la gente dall’arte astratta.

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Per quanto riguarda il secondo quadro, decisamente più cupo rispetto al primo, in quanto, i colori sono freddi, mi viene da pensare all’ambizione dell’uomo. Infatti, le persone che escono dal cubo, che si trova al centro del quadro, sembrano come innalzarsi verso l’alto; quell’alto che ancora non hanno raggiunto perché irraggiungibile o perché non desiderosi di farlo. Ed è, infatti, in un secondo momento, dopo aver guardato più attentamente l’opera, che mi accorgo che i protagonisti del quadro sono dipinti in bianco e altri in nero. Allora penso subito che un quadro è facilmente collegabile alla realtà, in quanto ci sono realmente persone più ambiziose, i bianchi, che puntano a cose che, agli occhi dei pessimisti, sembrano totalmente impossibili. Quindi, esistono anche persone non ambiziose, i neri, forse perché stanche o illuse dalla vita. Inoltre, credo che alcune persone, forse per via della loro superficialità, non capiscono un determinato quadro che, potenzialmente, potrebbe essere parte della loro vita per quello che racconta. La stessa emozione che può dare un quadro può essere anche data da un libro o dalla musica. Altre persone, invece, si emozionano nell’aiutare gli altri. Alla fine, possiamo darle il nome che ci sembra più orecchiabile o più originale, ma il filo conduttore di tutto è e rimarrà sempre l’emozione, quel sentimento cercato da tutti, affinché la nostra vita sia più appagante.

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